La paura e la notte

La notte. La mia compagna più fedele. Il momento della giornata dove riesco a dedicare tempo a me stesso, dandomi un minimo di importanza e viaggiando dentro la mia testa e scavando nei meandri di quella che possiamo chiamare anima. Nella notte, trovano spazio le paure di un sacco di persone, alcune addirittura sono di origine primordiale. Il più classico esempio è la paura del buio, perché le ore notturne sono caratterizzate dalle tenebre, simbolo per eccellenza delle fobie più pure e antiche di questo mondo. Un assalitore nel buio. I ladri che ti entrano in casa mentre dormi, la notte. I tuoi occhi che all’improvviso cadono in una notte eterna. Spesso inconsciamente affidiamo le paure alla notte, affinché possa nutrirle e rinforzarle a nostra insaputa, rendendole sempre più forti e implacabili. Ma a volte la notte può aiutarci a vincere quelli che sono i nostri limiti. Nel corso della notte si può studiare qualcosa che il mondo non ritiene adatto a te. Si può scrivere qualcosa di puro e sincero, pieno di errori, ma fatto col cuore vero, mentre gli occhi si chiudono per la stanchezza, dopo una giornata di lavoro. La notte puoi essere te stesso, senza avere paura. Quindi, in fondo, la notte può essere fucina di paure o un repellente per le stesse. Personalmente non ho paura della notte, con lei infatti i miei sussurri diventano urli. Perché con se porta il silenzio. Quello che fa arrivare il sussurro più lontano di quanto si possa credere. Amici, provate a non dormire, anzi cercate di vivere una notte. E magari capirete che l’unica paura che vi assale è quella di essere voi stessi. Probabilmente vi sentirete meglio e il cambiamento avverrà in un attimo. Già un attimo. Un momento.Un respiro. Un sussurro nella notte…

Iniziano i primi sussurri…

Questo blog nasce con l’idea di voler condividere pensieri, racconti brevi, serie di racconti a catena, insomma tutto ciò che mi passa per la mente. Ogni tanto pubblicherò qualche commento a sprazzi, mostrando il mio pensiero su qualcosa o qualcuno, senza mai scadere in volgarità, per quanto ogni tanto mi accade. Vi chiedo solo una cosa, una piccola cortesia, visto che fondamentalmente siete nella mia casa. Assaporate ogni parola, gustatevi questo piccolo momento che dedicate alla lettura e se potete chiudete gli occhi ed immaginate ciò che avete appena “ascoltato”. Se l’effetto funziona, vi sembrerà di essere in un altro mondo, in quel mondo che avete appena finito di visitare a cavallo tra una parola e l’altra. No, non siete pazzi. Vi è solo arrivato un sussurro del Viandante…